Se non ci si lascia vivificare dal carisma, si muore (padre Mauro-Giuseppe Lepori)

Mauro-Giuseppe Lepori

Padre Mauro-Giuseppe Lepori
© Meeting di Rimini

Dominici schola servitii. È la scritta che accoglie il visitatore che si spinge fin dentro al chiostro della Casa generalizia dei Cistercensi a Roma: il monastero come “scuola del servizio del Signore”, uno dei passaggi più significativi dell’antica Regola di Benedetto custodita e seguita nei secoli da migliaia di monaci. «Dopo quasi millecinquecento anni è ancora di un’attualità stupefacente. È un insegnamento su cos’è l’uomo, cos’è Dio, cos’è l’avvenimento cristiano e come si educa la libertà dell’uomo peccatore a pervenire alla vita eterna», spiega padre Mauro-Giuseppe Lepori, abate generale dell’Ordine Cistercense. La Regola possiede «elasticità e sobrietà» eppure, per essere seguita, richiede «l’esempio di un superiore che sappia trasmetterla e adattarla continuamente alle circostanze e alle persone».

Padre Lepori ha guidato per quasi venti anni l’abbazia di Hauterive in Svizzera, fondata nel 1138 in un meandro del fiume Sarine. Il nome deriva dal latino e significa “Alta ripa”, a indicare le imponenti falesie scavate lungo i secoli dalla corrente del fiume. Padre Lepori argomenta con calma, torna sulle questioni più delicate, precisa. È chiaro che è uomo di studio e riflessione.

Per leggere l’intervista con padre Mauro-Giuseppe Lepori, acquista il libro.

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