Più importante dello scandalo è il dolore che le persone hanno patito a causa nostra (padre Eduardo Robles Gil Orvañanos)

Eduardo Robles Gil Orvañanos

Eduardo Robles Gil Orvañanos

Un lungo e travagliato percorso per arrivare a scoprire la verità impronunciabile sulla condotta del fondatore. Un cammino di purificazione iniziato con la visita apostolica e proseguito con la nomina di un Delegato pontificio per guidare la Congregazione. Il timore di non superare una crisi identitaria che appariva insanabile, l’emorragia di consacrati, lo stigma di fronte all’opinione pubblica. Fino ai primi mesi del 2014, quando il Capitolo generale straordinario della Legione di Cristo si conclude con la richiesta pubblica di perdono per gli abusi compiuti da Marcial Maciel Degollado e la nomina di padre Eduardo Robles Gil Orvañanos a direttore generale. «Questi anni di nuovo governo vogliono essere un periodo di revisione e rinnovamento, anche se non sarà un traguardo al quale si potrà arrivare immediatamente. Abbiamo nuove costituzioni che ci spingono a trovare forme diverse di organizzazione, abbandonando la prassi di prendere tutte le decisioni a Roma».

Padre Robles Gil Orvañanos è messicano come Maciel, ma le analogie si fermano qui: «Quando abbiamo scoperto la doppia vita del fondatore, è stato un momento difficile. Ma adesso le sue vicende personali e le gravi conseguenze che hanno provocato per la Legione appartengono al passato. La sfida attuale è vivere una vita religiosa vera, nella sequela di Cristo, facendo apostolato in un mondo secolarizzato». Orfano di padre dall’età di tre anni e mezzo, è cresciuto insieme alla nonna materna e ha frequentato i Legionari di Cristo fin dall’asilo nido. Padre Robles Gil Orvañanos ha gli occhi azzurri e un sorriso largo, è accogliente e determinato. Affronta gli affanni vissuti dalla Congregazione senza timori.

Per leggere l’intervista con padre Eduardo Robles Gil Orvañanos, acquista il libro.

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