Non abbiate paura. La prefazione di fra Timothy Radcliffe

Timothy Radcliffe

Timothy Radcliffe

La prefazione del libro Viaggio nella vita religiosa è firmata da fra Timothy Radcliffe, maestro dell’Ordine dei Frati Predicatori dal 1992 al 2001. Fra Radcliffe, che risiede presso la Blackfriars Hall nell’Università di Oxford, gode di una reputazione internazionale grazie alle analisi della società contemporanea, della vita cristiana, di quella religiosa e della situazione della Chiesa cattolica. Molti suoi libri sono divenuti best seller.

Quando ero maestro dell’Ordine dei Domenicani, i momenti culminanti dell’anno erano gli incontri semestrali dell’Unione dei superiori generali. E la cosa migliore erano le conversazioni spontanee al momento di condividere bevande e pasti. Erano stimolanti, perché eravamo tutti così diversi gli uni dagli altri! C’erano religiosi attivi e contemplativi, missionari e accademici, sacerdoti e fratelli… Eppure tutti noi condividevamo le stesse sfide. La vita religiosa è come la complessa ecologia della foresta pluviale. Racchiude diversi stili di vita che si completano a vicenda. Nonostante le solite battute sui Francescani, sui Domenicani e sui Gesuiti, non c’è competizione. Continua a leggere

Il missionario è in cammino con l’umanità che soffre (padre Heinz Kulüke)

Heinz Kulüke

Heinz Kulüke

Alla periferia di Cebu, capoluogo della regione del Visayas Centrale nelle Filippine, centinaia di famiglie vivono tra il fetore del cibo in decomposizione e le esalazioni del gas metano sprigionato dai cumuli di spazzatura. Per ventisette anni padre Heinz Kulüke, superiore generale della Società del Verbo Divino, ha celebrato la messa nelle discariche, visitato i bambini di strada, eseguito i controlli medici di base, persuaso i genitori a mandare i figli a scuola e trascorso le notti a rastrellare il quartiere a luci rosse della città per salvare i minorenni dal turismo sessuale. Per un periodo ha vissuto anche lui tra i rifiuti: «Incontravo tutti i giorni una donna anziana e poverissima che abitava per la strada. Quando parlavo con lei, sentivo che dovevo fare qualcosa per aiutarla ma la realtà è che lei ha aiutato me. Non aveva bisogno di niente, regalava alle persone che passavano le poche cose che possedeva. Viveva in pace, con una fede profonda e tanta allegria. Era felice senza nulla». Continua a leggere

La Chiesa non si governa senza i fedeli o sopra di essi (padre Notker Wolf)

Padre Notker Wolf © Romano Siciliani

Padre Notker Wolf
© Romano Siciliani

Tra le isole Figi e Samoa, nella parte meridionale dell’Oceano Pacifico, sorge un territorio insulare composto da tre isole vulcaniche tropicali e una ventina di isolotti disabitati. Ed è proprio su una delle isoli principali, Futuna, che il 12 novembre 1837 sbarca il missionario marista Pietro Chanel in compagnia del confratello laico Nicenzio. Quella che trovano è una terra spaccata a metà da una montagna e da una rivalità tra due tribù perennemente in guerra. A Chanel era stato chiesto di partire dalla Congregazione approvata da pochi anni da Papa Gregorio XVI, che desiderava affidare alle cure della nuova Società di Maria l’evangelizzazione dell’Oceania. La dedizione per l’annuncio del Vangelo sarà per Chanel il motore di tutta la sua attività nell’isola, al punto da riuscire a coinvolgere le nuove generazioni. Pagherà il prezzo del suo impegno il 28 aprile 1841, quando verrà assassinato brutalmente a colpi di randello e di ascia dal genero del capo tribù. Ma l’isola ormai è avviata sulla strada del cattolicesimo. Chanel sarà beatificato il 17 novembre 1889, canonizzato il 12 giugno 1954 e dichiarato patrono dell’Oceania. Continua a leggere

I laici ricordano ai religiosi che il carisma è un dono dello Spirito (padre David Kinnear Glenday)

David Kinnear Glenday

«Mio padre è diventato cattolico a settantuno anni. Io ero sacerdote da quattro, quando ha preso la decisione. Così, un mese prima della partenza per la mia prima missione in Uganda, ho avuto il grande dono di concelebrare nella messa della sua Comunione». Padre David Kinnear Glenday è il segretario generale dell’Unione dei superiori generali. Nato in India una manciata di anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è figlio di un ingegnere scozzese della Marina mercantile e di un’infermiera irlandese dell’Esercito britannico. «Si sono conosciuti sulla nave dove erano imbarcati, nelle acque dell’Oceano Indiano, e hanno scelto di sposarsi nella cattedrale di Bombay, al tempo in cui mio padre era ancora protestante. Qualche anno dopo ci siamo traferiti in Scozia, a Dundee», ricorda con affetto mentre parla di fronte a un quadro che ritrae alcune case di un villaggio africano sullo sfondo di un albero che si arrampica fino al cielo. Dalla costa orientale della Scozia che affaccia sul Mare del Nord alla foresta equatoriale dell’Africa sub-sahariana, il passo è stato breve. Continua a leggere

È difficile eliminare il virus del clericalismo dalla Chiesa (fratello Emili Turú Rofes)

Emili Turú Rofes

Emili Turú Rofes

La Costa Dorada che si estende da Cunit ad Alcanar è uno dei luoghi più belli della Catalogna. Mare di cristallo, distese di sabbia bianca. E una città posta alla sommità di un’altura rocciosa che affaccia sul mare, le cui origini risalgono agli Scipioni che qui giunsero ai tempi della Seconda guerra punica: Tarragona. In un piccolo paese dell’entroterra che dista una manciata di chilometri dall’anfiteatro romano e dalla cattedrale è cresciuto Emili Turú Rofes, superiore generale dei Fratelli Maristi. Ultimo di cinque figli, «dicono che il più piccolo sia il più monello», fratello Turú è nato a Barcellona ma ha trascorso l’infanzia a Marçà. Della Ciudad Condal conserva però il tifo calcistico, benché non frequenti gli stadi: «Ma quando posso, mi piace guardare le partite in televisione». Continua a leggere

I Francescani seguano il cammino di riconciliazione (fra Michael Anthony Perry)

Michael Anthony Perry

Michael Anthony Perry

Il 2017 è un anno speciale per i Francescani. Era infatti il 29 maggio 1517 quando Papa Leone X, dopo secoli di controversie, produsse la bolla Ite et vos in vineam meam con la quale sancì la divisione tra i Conventuali non riformati e gli Osservanti. Questi ultimi divennero l’Ordine dei Frati minori e al loro superiore, il maestro generale, fu devoluto l’antico sigillo dell’Ordine e assegnato il diritto di precedenza rispetto al superiore dei Conventuali. Da allora i Francescani raggruppano le tre famiglie dei Frati minori, dei Conventuali e dei Cappuccini accomunate dalla medesima Regola di San Francesco ma caratterizzate ciascuna da proprie costituzioni, tradizioni e caratteristiche. Dopo cinquecento anni, però, è forse arrivato il momento di tornare alle origini. «Abbiamo avviato un cammino comune per riscoprire l’essenzialità della nostra vita, della nostra identità e della nostra missione. Insieme al Terz’Ordine francescano secolare, ci stiamo incontrando per conoscerci meglio a vicenda. Il 2016 ricorre anche l’ottocentenario del perdono di Assisi e si celebra il Giubileo della Misericordia. È un’occasione unica per riconciliarci all’interno di ciascun Ordine e poi tra di noi, mettendoci insieme per superare le differenze che hanno portato alla separazione». Continua a leggere